Contract Logistics: a fine 2024 fatturato stabile a 117,8 miliardi di euro

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Dopo la forte crescita del biennio pandemico 2021-2022, favorita dall’espansione economica e l’aumento dei flussi logistici, nel 2023 il fatturato della Contract Logistics, la Logistica conto terzi, si è stabilizzato intorno a 115 miliardi di euro, principalmente per il rallentamento dell’attività economica e industriale.

A quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics ‘Gino Marchet’ del Politecnico di Milano, anche per il 2024 si prevede una situazione analoga, con una crescita in termini reali dello 0,7%, il +1,7% in termini nominali, per raggiungere un valore di 117,8 miliardi di euro.
Se il settore della Logistica è sempre più centrale per le aziende italiane e il sistema Paese, in questi ultimi anni ha dovuto affrontare un contesto sempre più complesso, caratterizzato da incertezza e criticità.

Nuove sfide per i fornitori di servizi

La Logistica oggi è considerata ‘centrale’ dal 65% delle aziende committenti, secondo cui deve agire su più fronti contemporaneamente: contenere i costi (41%), migliorare il livello di servizio (42%) e l’impatto ambientale (17%).

Se da un lato si assiste a questa evoluzione sul fronte della domanda, dall’altro si aprono nuove sfide per i fornitori di servizi logistici. Ovvero, l’attrattività del personale, la transizione green, e in senso più in ampio, la sostenibilità ambientale e sociale.
Nel totale della Logistica in Italia la terziarizzazione è stabile al 45,5%. Il principale aspetto ricercato dalle imprese della domanda nell’outsourcing è la flessibilità (44%) e la modifica della struttura costo/servizio (34%).

L’evoluzione dei grandi player e la difficoltà dei piccoli fornitori 

Nella Contract Logistics crescono i dipendenti diretti, +15% tra i Top Player del settore nei dati a consuntivo, e le operazioni di M&A. Sono infatti 36 quelle mappate per la Logistica nazionale nel biennio 2023-2024, per un valore di circa un miliardo.
Al contempo, prosegue il processo di ricerca di economie di scala e allargamento della gamma di servizi offerti dei grandi player di trasporto internazionale.

Continua però a ridursi il numero di aziende della filiera di fornitura, che in tre anni, dal 2019 al 2022, diminuiscono di 35mila, in particolare, tra le piccole realtà.

“Il contesto richiede di lavorare non solo sui costi, ma anche sul livello di servizio e l’impatto ambientale”

“La transizione in atto nella domanda rafforza la rilevanza della Logistica – spiega Damiano Frosi, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics -. Emerge infatti la sua centralità per le imprese committenti, in un contesto che richiede di lavorare non solo sui costi, ma anche sul livello di servizio e sull’impatto ambientale. Nel settore, cresce l’adozione di soluzioni green e migliora la misurazione dell’impatto ambientale. Nel trasporto su strada, sono ormai molteplici le tecnologie disponibili e il 57% dei Top Player ne adotta tre o più, in una complessità di scelta per gli operatori che devono considerare fattori diversi. Più in generale, nell’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche, oltre agli effetti economici e di servizio, diventa sempre più importante considerare anche l’impatto sui lavoratori e il loro coinvolgimento”.