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  • Violenza tra adolescenti: cosa ne pensano i giovani? 

    Lo rivela l’indagine ‘I giovani e la violenza tra pari’, condotta da Ipsos per ActionAid con il supporto dell’IBISG, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai: secondo i ragazzi e le ragazze adolescenti in Italia a commettere atti di violenza nel nostro Paese sono i ragazzi maschi, soprattutto se in gruppo, e gli uomini adulti che è possibile incrociare anche fuori da scuola. Quattro giovani italiani su cinque ritengono però che una donna possa sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole, ma uno su cinque crede che le ragazze possano contribuire a provocare la violenza sessuale se mostrano un abbigliamento o un comportamento eccessivamente provocante.

    Sono le caratteristiche fisiche a scatenare la violenza

    Tra i principali motivi per cui si diventa oggetto di violenza secondo gli adolescenti italiani al primo posto sono indicate le caratteristiche fisiche (50%), seguite dall’orientamento sessuale (40%) e dall’appartenenza di genere (36%). Il primo danno in seguito alla violenza subita, indicato dal 27% degli intervistati senza distinzione di genere è il malessere psicologico. Al secondo posto, isolamento e depressione (21%), e al terzo disagio e vergogna (18%).Ma non sempre i ragazzi e le ragazze che subiscono una qualche forma di violenza poi la denunciano. Il motivo principale è la vergogna nel raccontare quanto è accaduto al mondo adulto, seguito dalla paura a dirlo, la percezione dell’inutilità della denuncia, e il timore di ulteriori minacce da parte dell’aggressore.

    Cosa è violenza?  

    La maggioranza dei giovani (80%) considera violenza toccare le parti intime di qualcuno senza consenso, ma uno su cinque non riconosce questa violenza. A seguire, in particolar modo i giovani ragazzi, considerano violenza picchiare qualcuno, comportamento che registra il 79% delle risposte.
    Al terzo posto, con il 78%, fare foto/video in situazioni intime e diffonderle ad altre persone, soprattutto per le ragazze, con l’84% delle citazioni.

    Le ragazze sono più esposte anche alle molestie verbali

    Sono le ragazze, più dei ragazzi, a vivere con maggior frequenza atti di violenza tra pari, in qualsiasi forma essa si manifesti.
    Infatti, molto più spesso dei coetanei assistono a gossip, prese in giro, insulti, scherzi, esclusione di persone dai gruppi, situazioni in cui le parti intime di una persona vengono toccate senza consenso, diffusione non consensuale di foto e video di situazioni intime. Inoltre, le ragazze rischiano più spesso di ricevere molestie verbali mentre camminano per strada, essere toccate nelle parti intime, essere vittime di scherzi o commenti a sfondo sessuale e della diffusione di foto/video che le ritraggono in situazioni intime. I ragazzi, invece, rischiano principalmente di essere picchiati e le persone transgender/fluide/non binarie di venire insultate.

  • Riutilizzo dei materiali, Italia tra i più “bravi” in UE

    L’Italia sta dimostrando un comportamento migliore rispetto ad altri paesi dell’Unione Europea in termini di riutilizzo dei materiali e impronta materiale, due dei tre indicatori dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 12 (SDG 12) “Consumo e produzione responsabili”. Tuttavia, il paese si colloca al di sotto della media europea nell’indicatore che misura i rifiuti prodotti pro capite. Questi dati sono stati confermati da Eurostat, che ha pubblicato i risultati ottenuti dai vari paesi dell’UE in questi tre indicatori. Nel 2020, a livello comunitario, il consumo di materie prime è diminuito del 3% (13,7 tonnellate pro capite) rispetto al 2016 (14,0 tonnellate pro capite). Il “tasso di circolarità”, che rappresenta la quota di materie prime secondarie rispetto a tutte le materie prime utilizzate nell’economia, è aumentato al 11,7% nel 2021, con un incremento di 0,2 punti percentuali rispetto al 2017 (11,5%). Inoltre, nel 2020, la produzione di rifiuti è diminuita a 4,8 tonnellate pro capite, registrando un calo del 5% rispetto al 2016 (5,1 tonnellate pro capite).

    L’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 12

    L’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 12, noto come “Consumo e produzione responsabili”, richiede azioni da parte di imprese, politici e consumatori per promuovere modelli di consumo e produzione sostenibili. Questo obiettivo si basa su tre pilastri: utilizzo di tecnologie avanzate per la sostenibilità; efficienza nell’uso delle risorse per ridurre gli sprechi energetici; riduzione complessiva dei rifiuti.
    A livello comunitario, il monitoraggio di questo parametro si concentra sui progressi compiuti nel separare gli impatti ambientali dalla crescita economica, promuovendo un’economia verde e gestendo in modo efficiente la produzione e la gestione dei rifiuti.

    Gli indicatori dell’SDG 12

    Gli indicatori dell’SDG 12 sono tre: tasso di circolarità, impronta materiale e generazione di rifiuti. L’Italia si posiziona al di sotto della media europea solo nell’indicatore relativo alla generazione di rifiuti. Nel 2018, i 27 Paesi membri hanno generato in media 1.820 chili di rifiuti pro capite, con l’Italia a 1.850 chili pro capite. Solo la Germania ha fatto peggio con 1.872 chili pro capite, mentre Francia (1.514 chili) e Spagna (1.540 chili) hanno ottenuto risultati migliori.
    Per quanto riguarda il tasso di circolarità, l’Italia si posiziona molto bene, con il 20,6% delle materie prime utilizzate, quasi il doppio della media europea (11,7%). Anche la Francia ha ottenuto buoni risultati con il 19,2%.

    Impronta materiale, l’Italia può fare meglio

    Nell’indicatore dell’impronta materiale, l’Italia si colloca al di sotto della media europea, con 10 tonnellate e 228 quintali pro capite nel 2020, insieme alla Spagna. Entrambi i paesi sono al di sotto della media europea di 13 tonnellate e 654 quintali, ma sopra la Francia (12 tonnellate e 699 quintali) e la Germania (15 tonnellate e 69 quintali).
    In sintesi, l’Italia deve fare ulteriori sforzi per ridurre la generazione di rifiuti pro capite, ma sta ottenendo buoni risultati rispetto ai suoi partner europei negli altri parametri stabiliti dall’SDG 12 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

  • Come prenotare le vacanze su Internet in sicurezza?

    Dopo un anno di lavoro finalmente è arrivato il momento di partire per le ferie. In questo periodo dell’anno si assiste a un forte aumento delle prenotazioni di viaggi. E se Internet è il mezzo più utilizzato per prenotare soggiorni, hotel, treni e aerei, allo stesso tempo rappresenta anche una ghiotta opportunità per gli hacker estivi. I criminali informatici sono particolarmente abili a creare offerte irresistibili. Singoli criminali o vere e proprie organizzazioni rubano infatti i dati delle carte di credito o i risparmi messi da parte per le partenze estive. Per questo, Cisco ha stilato una lista di consigli per contrastare le minacce informatiche e difendersi da truffe e furti di dati.

    Se un’offerta è troppo vantaggiosa probabilmente è falsa

    Anzitutto, siate sospettosi: prendetevi tempo per fare qualche ricerca prima di procedere all’acquisto. L’azienda è affidabile? Sul sito ci sono errori di ortografia? Esistono recensioni? Fate attenzione anche a messaggi inaspettati o a offerte troppo vantaggiose, controllate bene l’URL del sito e ricordate che se un’offerta è troppo vantaggiosa, molto probabilmente è falsa. Quanto agli acquisti online, come ad esempio un nuovo costume prima di partire, la crema solare, o un regalo per i parenti che non vediamo da tempo, prestare sempre attenzione ai siti per lo shopping, affidandosi a quelli più conosciuti.
    Stare poi alla larga dai domini di primo livello con estensione bid, top, e trade.

    Quale metodo di pagamento è più sicuro?

    In questo periodo, poi, attenzione a carte regalo e buoni sconto,i metodi preferiti dagli hacker per spingere a cliccare su un link malevolo. Ma quale metodo di pagamento usare? È sempre preferibile la carta di credito, che offre spesso maggiore protezione in caso di frode, o servizi quali Apple Pay, Google Pay, PayPal o Satispay, che permettono di usare un token al posto del numero di carta di credito. In ogni caso, ricordarsi di impostare gli alert sul conto bancario. Quanto allo smartworking estivo, la maggior parte delle aziende fornisce policy chiare su come comportarsi. Utilizzare una VPN, l’accesso multi-factor e gli account aziendali per le comunicazioni di lavoro sono alla base di un comportamento sicuro.

    Security per le aziende

    Per inviare comunicazioni, file e interagire con colleghi, partner e clienti sfruttate quindi gli strumenti di collaboration messi a disposizione dall’azienda. Non utilizzate le reti pubbliche, e controllate che i vostri dispositivi e le app siano sempre aggiornate. Il recente Cybersecurity Readiness Index, il report Cisco che mostra la preparazione e la resilienza delle aziende nei confronti della criminalità informatica, ha rivelato che solo il 7% delle aziende italiane è in grado di difendersi dalle minacce informatiche.
    Il report segnala anche che il 75% degli intervistati si aspetta nei prossimi 12-24 mesi un’interruzione della propria attività a causa di un attacco, mentre il 31% ne ha subito uno nel corso dell’ultimo anno.

  • Mercato immobiliare: nel 2023 segnali di “appannamento”

    All’interno dello scenario macroeconomico le famiglie italiane si trovano improvvisamente più fragili, con una propensione al risparmio crollata su valori nuovamente esigui. A ciò si accompagna il continuo rialzo dei tassi d’interesse, che preclude a molti la possibilità di accedere al necessario sostegno creditizio. La conseguenza dell’accresciuta rischiosità associata dalle banche agli impieghi immobiliari porta a un calo delle erogazioni, con inevitabili ricadute sull’attività transattiva in tutti i comparti.
    Di fatto, il mercato immobiliare italiano mostra inequivocabili segnali di appannamento. Nel primo semestre 2023 la risposta dei valori immobiliari è improntata alla rigidità (+1% per le abitazioni), e l‘andamento dell’inflazione fa sì che l’incremento non sia riuscito a garantire un’effettiva salvaguardia in termini reali. È quanto emerge dal 2° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2023 di Nomisma.

    Andamento dei prezzi differenziato

    La lieve variazione positiva che investe i valori immobiliari delle abitazioni è l’esito di aspettative di crescita dei prezzi da parte dell’offerta. Questo suggerisce la presenza sul mercato di una domanda ancora disponibile a interiorizzare gli aumenti imposti dalla parte offerente.
    Tuttavia, all’interno dei vari mercati, l’andamento dei valori mostra differenze dovute principalmente allo sfasamento temporale che caratterizza le fasi di inversione del ciclo immobiliare. Ad esempio, se a Venezia Laguna i prezzi calano per il terzo semestre consecutivo, a Milano la variazione risulta doppia rispetto a quella media (+2,2% semestrale). Inoltre, l’indagine evidenzia come in media per vendere un’abitazione siano necessari 5,2 mesi. 

    Crescono le locazioni brevi

    Considerando invece il mercato della locazione, emerge una crescita per il quarto semestre consecutivo (+1,7%). 
    Complessivamente le abitazioni locate nel 2022 ammontano a poco meno del 6% dello stock disponibile. Nello specifico, le locazioni di medio-lungo periodo segna una flessione di oltre il 4% per i contratti ordinari e -1,5% per quelli di tipo agevolato. La componente di breve periodo, al contrario, aumenta del +0,6% gli immobili locati a canone libero.  Le variazioni più importanti riguardano Bologna (+3,7%), Cagliari, Catania, Padova e Torino (+2%).  L’aumento più sostenuto dei canoni ha comportato un innalzamento dei rendimenti medi, che in media sono dell’ordine del 5,2% lordo annuo.

    Poco interesse da parte degli investitori stranieri

    La domanda composta da famiglie, lavoratori, studenti e turisti compete a un’offerta privata troppo esigua e sempre più orientata a privilegiare soluzioni più remunerative, come gli affitti brevi. Gli investitori istituzionali potrebbero coprire almeno in parte il fabbisogno in locazione, anche se al momento continuano a manifestare un interesse decisamente tiepido verso il settore residenziale.
    Quanto alla componente corporate l’orientamento è improntato alla prudenza da parte degli investitori stranieri. Che determina un crollo degli investimenti, passati dai 6,2 miliardi di euro del primo semestre 2022 ad appena 2 miliardi di euro nel primo semestre 2023. 

  • Il trattamento chimico dell’acqua della piscina

    Il mantenimento dell’acqua della piscina in condizioni igieniche ottimali è un argomento caro a chiunque ne utilizzi una.

    Il trattamento chimico dell’acqua della piscina è infatti un processo fondamentale per mantenere l’acqua pulita e sicura, per azzerare le problematiche legate ai batteri che tipicamente qui si diffondono e al contrario poter fare sempre il bagno in sicurezza.

    Infatti, la presenza di batteri nell’acqua della piscina può causare malattie e infezioni di vario tipo, come quelle alle vie urinarie, infezioni oculari e della pelle.

    È quindi fondamentale mantenere l’acqua pulita e trattarla correttamente per evitare qualsiasi tipo di contaminazione.

    Strumenti per analizzare l’acqua della piscina

    Prima di iniziare il trattamento chimico dell’acqua della piscina, è importante analizzare l’acqua stessa per determinare il suo stato igienico.

    Per fare ciò, sono necessari alcuni strumenti come i test kit per il pH, i test kit per il cloro, i test kit per l’acidità e i test kit per l’alcalinità. Si tratta di operazioni che vanno svolte a prescindere dal fatto che si tratti di piscine in acciaio prefabbricate o piscine tradizionali.

    Questi strumenti sono disponibili in commercio e sono facilmente reperibili presso i negozi specializzati.

    Procedure per il trattamento chimico dell’acqua della piscina

    Il trattamento chimico dell’acqua della piscina prevede l’utilizzo di prodotti quali il cloro, algicidi e  flocculanti. Questi vanno aggiunti all’acqua della piscina secondo le indicazioni riportate sulla confezione.

    È importante seguire sempre le istruzioni del produttore e utilizzare i prodotti chimici in modo corretto per evitare effetti negativi sulla salute umana e sull’efficacia del trattamento.

    L’utilizzo del cloro nella disinfezione dell’acqua della piscina

    Il cloro è uno dei prodotti chimici più utilizzati per la disinfezione dell’acqua della piscina in quanto efficace contro batteri, virus e alghe, sebbene debba essere utilizzato con cautela per evitare effetti negativi per la nostra salute.

    I livelli di cloro raccomandati per la disinfezione dell’acqua della piscina sono compresi tra 1 e 3 ppm (parti per milione).

    Per quel che riguarda altri prodotti che possiamo adoperare per sanificare l’acqua della piscina ci sono:

    • Gli algicidi, prodotti chimici utilizzati per prevenire la crescita di alghe
    • I flocculanti, utilizzati per eliminare le particelle in sospensione
    • Antischiuma, per ridurre la formazione di schiuma

    Ricordiamo che è importante utilizzare questi prodotti chimici sempre in modo corretto e con cautela.

    L’importanza di mantenere l’efficienza della pompa di filtraggio e degli skimmer

    Per mantenere sempre efficiente la pompa di filtraggio della nostra piscina, così come il dosatore automatico o lo skimmer, è importante eseguire regolarmente le varie operazioni di manutenzione e pulizia.

    È inoltre importante inoltre sostituire regolarmente i filtri e utilizzare prodotti appositi per la pulizia della pompa di filtrazione e del sistema di dosaggio automatico.

    La sostituzione dei filtri della tua piscina è infatti un’operazione importante per essere certi della pulizia dell’acqua e dell’efficienza della suddetta pompa.

    Tali filtri vanno sostituiti regolarmente in base alle dimensioni e frequenza di utilizzo della propria piscina. Ad ogni modo è importante scegliere i nuovi filtri in base al tipo di struttura e alla quantità di acqua presente.

    Conclusione

    Il trattamento chimico dell’acqua della piscina è un processo fondamentale per garantirne la pulizia e la sicurezza, nell’interesse di tutti coloro i quali ne fruiranno.

    È importante per questo utilizzare i prodotti chimici in modo corretto e con cautela, seguendo sempre le istruzioni del produttore, e ricordarsi di eseguire regolarmente le operazioni di manutenzione e pulizia previste al fine di garantire l’efficienza non soltanto dei filtri ma anche di tutte le altre componenti che hanno un ruolo attivo nel determinare il livello di pulizia e sanificazione dell’acqua.

  • Energia: l’aumento dei prezzi colpisce le famiglie più deboli

    Energia: l’aumento dei prezzi colpisce le famiglie più deboli

    L’Italia è stata uno dei paesi più colpiti dagli aumenti dei prezzi energetici, in particolare per quanto riguarda l’energia elettrica. Il prezzo per uso domestico, che nel secondo semestre 2020 era più basso di quello di Germania e Spagna, ha subito nell’arco di due anni un incremento così ampio (+72,4%) da diventare il più alto tra le maggiori economie europee. A quanto emerge dal Rapporto annuale 2023 dell’Istat l’impatto della crescita dei prezzi dei beni energetici è stato relativamente più pesante per le famiglie con più bassi livelli di spesa. L’inflazione misurata dall’indice Ipca relativa ai beni energetici per le famiglie con i livelli di spesa più bassi è stata infatti superiore di oltre 13 punti a quella registrata per le famiglie con i livelli di spesa più alti (rispettivamente, +60,6% e +47,5%).

    Il 10,1% dei nuclei a rischio povertà non riesce a pagare le bollette

    In Italia, nel 2022, il 17,6% delle famiglie a rischio di povertà dichiara di non essere in grado di riscaldare adeguatamente l’abitazione, mentre il 10,1% dichiara arretrati nel pagamento delle bollette. Tra le maggiori economie europee solo la Germania mostra un’incidenza più bassa per entrambi gli indicatori. Le famiglie che hanno una spesa energetica troppo elevata unite a quelle il cui reddito scende sotto la soglia di povertà, una volta fatto fronte alle spese energetiche, sono l’8,9% delle famiglie residenti in Italia, e il 27,1% di quelle che ricevono in bolletta i bonus sociali.

    L’impatto dei bonus sociali

    I bonus sociali sono stati pensati per mitigare l’impatto sulle famiglie della crescita dei prezzi dei beni energetici. L’importo medio dei bonus sociali (elettricità e gas insieme) è stimato, nel 2022, a 992 euro per famiglia beneficiaria, e oltre il 90% del valore totale della spesa per i bonus erogati è destinata alle famiglie appartenenti ai primi due quinti di reddito, le più povere.
    Le famiglie ancora in povertà energetica dopo aver ricevuto il bonus sono il 25,1%. L’effetto del bonus nella riduzione della povertà energetica si attesta, quindi, su 2 punti percentuali.

    Lotta alla povertà energetica e transizione ecologica equa

    Nel medio periodo il processo di transizione ecologica è però destinato a modificare radicalmente le fonti e i prezzi dell’energia. Anche in virtù della sperequazione nell’impatto della variazione dei prezzi energetici, “non si può dare per scontato che i costi e i benefici di questo processo siano distribuiti in modo equo tra le diverse fasce di popolazione”, sottolinea l’Istat. E la lotta alla povertà energetica è un aspetto chiave delle recenti strategie di policy della Commissione Europea per favorire una transizione ecologica equa.

  • Per acquistare sostenibile un italiano su tre pagherebbe di più

    Per acquistare sostenibile un italiano su tre pagherebbe di più

    Il 31% degli italiani è disposto a pagare di più per gli acquisti sostenibili, anche se ciò ha un impatto sulle proprie finanze. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Ipsos per l’edizione 2023 del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, condotto a maggio 2023 su un campione di 1000 persone over 16.
    Inoltre, il 46% degli intervistati accetterebbe di scendere a compromessi sulla qualità del proprio stile di vita se questi andrebbero a beneficio dell’ambiente. Ad esempio, consumando meno energia, mangiando meno carne o limitando la plastica monouso.

    Pronti alla sfida, e lo dimostrano nel quotidiano

    I dati del sondaggio mettono in evidenza una novità importante: ormai è chiaro ai cittadini che la transizione sostenibile ha un costo, e che perseguirla richiede e richiederà la sottrazione di risorse ad altri ambiti o aumentare il prelievo fiscale, se non addirittura entrambi. Oggi, a 11 anni dalla prima edizione del Salone, gli italiani sono pronti alla sfida e lo dimostrano nel quotidiano. L’89% delle famiglie si impegna nella raccolta differenziata, l’88% nel risparmio energetico, l’87% nel ridurre il consumo idrico. E il 60% acquista prodotti biologici, pur con un’ampia forbice tra chi lo fa abitualmente (19%) e chi ‘abbastanza’ (41%). Il quadro è identico nella scelta dei prodotti del marcato equo e solidale, che si attesta al 56% delle preferenze, con il 17% di consumatori abituali e il 39% che diversifica maggiormente l’acquisto.

    Incerti sulla reale efficacia della transizione green 

    “Quello che non cambia, invece, è la consapevolezza che abitare il cambiamento è impegnativo e richiede di uscire dalle proprie abitudini – commenta Andrea Alemanno, Principal di Ipsos Strategy3 -. Molti si sentono pronti a ‘traslocare’, ma questa disposizione ideale è frenata dalle conseguenze negative, se comparate con un effetto non altrettanto certo. Infatti per il 58% degli italiani sarà impossibile realizzare transizioni energetiche, ambientali, digitali e sociali senza avere ripercussioni negative su alcuni membri o settori della società. Quasi la metà (45%) si attende ripercussioni limitate e gestibili, e solo il 18% ritiene che i benefici supereranno largamente i disagi. Accelerare questa fase di trasformazione è fondamentale”.

    Un Salone dedicato alla Corporate Social Responsability 

    Il programma 2023 del Salone della Csr è articolato in 12 aree tematiche che toccheranno diversi ambiti, dalla gestione sostenibile della casa all’innovazione nell’agrifood, dall’energia alla comunicazione e dalla finanza alla cultura. Un tema centrale sarà la valutazione degli impatti generati: anche per questo il Salone promuove la seconda edizione del Premio Impatto.
    Dopo il successo del 2022, riferisce Adnkronos, l’augurio è di poter contare sulla partecipazione di un numero sempre maggiore di imprese e associazioni non profit, che raccontino perché è importante misurare il valore creato dalle proprie attività.

  • Parlamento europeo, prende vita il regolamento sull’Intelligenza Artificiale

    Parlamento europeo, prende vita il regolamento sull’Intelligenza Artificiale

    l Parlamento europeo ha approvato la sua posizione negoziale sulla legge sull’Intelligenza Artificiale (AI) con 499 voti a favore, 28 contrari e 93 astensioni, ed è pronto ad avviare i negoziati con gli Stati membri dell’Unione Europea per definire il testo definitivo. Le norme proposte hanno l’obiettivo di garantire che lo sviluppo e l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in Europa siano conformi ai diritti e ai valori dell’Unione, inclusi la supervisione umana, la sicurezza, la privacy, la trasparenza, la non discriminazione e il benessere sociale e ambientale. 

    Un approccio basato sul rischio

    Le norme adottano un approccio basato sul rischio e stabiliscono obblighi per i fornitori e gli operatori di sistemi di IA a seconda del livello di rischio che tali sistemi possono generare. Saranno vietati i sistemi di IA che presentano un livello di rischio inaccettabile per la sicurezza delle persone, ad esempio quelli utilizzati per il punteggio sociale (classificazione delle persone in base al loro comportamento sociale o alle loro caratteristiche personali).
    I deputati hanno esteso l’elenco dei divieti per includere l’uso intrusivo e discriminatorio dell’IA, ad esempio: l’uso di sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale e successivo in spazi accessibili al pubblico, i sistemi di categorizzazione biometrica basati su caratteristiche sensibili come genere, razza, etnia, cittadinanza, religione e orientamento politico; i sistemi di polizia predittiva basati sulla profilazione, la localizzazione o i comportamenti criminali passati; i sistemi di riconoscimento delle emozioni utilizzati dalle forze dell’ordine, nella gestione delle frontiere, nei luoghi di lavoro e negli istituti di istruzione; l’estrazione indiscriminata di dati biometrici da Internet o da telecamere a circuito chiuso per creare database di riconoscimento facciale in violazione dei diritti umani e del diritto alla privacy.
    Inoltre, riferisce Agi, i deputati desiderano che la classificazione delle applicazioni ad alto rischio includa i sistemi di IA che comportano danni significativi per la salute, la sicurezza, i diritti fondamentali delle persone o l’ambiente. Sono stati aggiunti all’elenco dei sistemi ad alto rischio quelli utilizzati per influenzare gli elettori e gli esiti delle elezioni, nonché i sistemi di raccomandazione utilizzati dalle piattaforme di social media con oltre 45 milioni di utenti.

    Coinvolti anche i fornitori di servizi

    I fornitori di modelli di IA, una parte nuova ed in rapida evoluzione nel settore dell’IA, dovranno valutare e mitigare i possibili rischi per la salute, la sicurezza, i diritti fondamentali, l’ambiente, la democrazia e lo Stato di diritto. Prima di essere immessi sul mercato europeo, dovranno registrare i loro modelli nella banca dati dell’Unione Europea. I sistemi di IA generativi basati su tali modelli, come ad esempio ChatGPT, dovranno rispettare i requisiti di trasparenza, dichiarando che il contenuto è stato generato dall’IA, aiutando anche a distinguere le immagini deepfake da quelle reali e fornendo salvaguardie per evitare la generazione di contenuti illegali. Sarà inoltre richiesta la pubblicazione di sintesi dettagliate dei dati protetti dal diritto d’autore utilizzati per l’addestramento.
    Al fine di promuovere l’innovazione nel campo dell’IA e sostenere le PMI, sono previste esenzioni per le attività di ricerca e le componenti dell’IA fornite con licenze open-source.

    Sì alla sperimentazione normativa

    La nuova legge promuove anche gli spazi di sperimentazione normativa, ovvero ambienti di vita reale creati dalle autorità pubbliche per testare l’Intelligenza Artificiale prima della sua implementazione.
    Infine, i deputati intendono rafforzare il diritto dei cittadini di presentare reclami sui sistemi di IA ad alto rischio con un impatto significativo sui loro diritti fondamentali e di ricevere spiegazioni sulle decisioni basate su tali sistemi. L’Ufficio dell’IA dell’Unione Europea sarà incaricato di monitorare l’attuazione delle norme sull’Intelligenza Artificiale.

  • Sai quanto cibo sprechiamo? 20 chili all’anno!

    Sai quanto cibo sprechiamo? 20 chili all’anno!

    Ogni famiglia italiana spreca in media quasi 20 chili di cibo all’anno. Il verdetto è stato formulato in base ai dati dell’Osservatorio sprechi alimentari del Crea, presentati dalla Società italiana di nutrizione umana (Sinu) al XLIII congresso nazionale. Per combattere lo spreco alimentare, la Sinu ha sviluppato un decalogo di comportamenti virtuosi, che vanno dalla pianificazione degli acquisti fino al riutilizzo degli avanzi e ai benefici della dieta mediterranea per la salute e il risparmio.

    Italiani meno “spreconi” di Spagnoli e Tedeschi

    Analizzando nel dettaglio i dati dell’Osservatorio sprechi, emerge che nel 2018 gli italiani hanno sprecato in media 370 grammi di cibo a settimana per famiglia. Questo dato è simile a quello dell’Olanda (365 g/settimana), ma inferiore a quello di Spagna (534 g/settimana), Germania (534 g/settimana) e Ungheria (464 g/settimana). Riguardo alle tipologie di spreco, in Italia si butta principalmente cibo completamente inutilizzato (43,2% rispetto al 31% della quantità sprecata), mentre siamo meno propensi a gettare gli avanzi del piatto (14,6% contro il 20%) e i prodotti aperti ma non ancora scaduti (30,3% contro il 36%). Nel 2021, lo spreco domestico è aumentato arrivando a 420 grammi a settimana per famiglia.

    Le famiglie monocomponenti, giovani e benestanti buttano di più 

    La dimensione familiare e lo spreco alimentare sono correlati, ma osservando i dati pro-capite si nota una maggiore tendenza allo spreco nelle famiglie monocomponenti. Inoltre, i segmenti di età più giovane e le famiglie con maggiori disponibilità economiche tendono a sprecare una quota maggiore di cibo. Tuttavia, le famiglie sono consapevoli dell’impatto negativo dello spreco su diversi livelli. L’impatto economico è quello maggiormente percepito (70%), seguito da quello sociale (conseguenze sulla disponibilità di cibo nel mondo, 59%) e ambientale (55%).

    Una buona pianificazione evita… la pattumiera

    Il decalogo proposto dagli esperti per promuovere comportamenti virtuosi include: pianificare il menù settimanale, definire le quantità da acquistare e cucinare, evitare acquisti d’impulso o in eccesso, fare la spesa dopo aver mangiato e mai a stomaco vuoto, imparare a riconoscere se un alimento è ancora buono, imparare a leggere le etichette, riutilizzare gli avanzi, seguire la dieta mediterranea, preferire monoporzioni o porzioni ridotte ed educare le nuove generazioni. Si tratta di piccoli gesti, di semplici abitudini da adottare per contrastare un fenomeno davvero “brutto”, oltreché costoso.

  • Google Feed, qual è il rapporto fra algoritmo e interazioni dell’utente? 

    Google Feed, qual è il rapporto fra algoritmo e interazioni dell’utente? 

    Un nuovo studio condotto da scienziati della Rutgers School of Communication and Information, dell’Università di Stanford e della Northeastern University, pubblicato sulla rivista Nature, ha rivelato che le selezioni effettuate dall’utente sembrano avere un ruolo maggiore dell’algoritmo nelle scelte di notizie inaffidabili fornite dal Google Feed.
    Nonostante l’importante ruolo degli algoritmi nella selezione delle notizie proposte agli utenti, riporta un approfondimento ripreso da Agi, poche ricerche si sono focalizzate sull’analisi dei metodi di assortimento del Feed. Il team di ricerca, guidato da Katherine Ognyanova, ha confrontato l’esposizione, ovvero l’insieme di link presenti nei risultati di ricerca, i follow, collegati alle pagine che le persone scelgono di visitare, e il coinvolgimento, cioè l’insieme di siti visitati da un utente durante la navigazione.

    L’algoritmo continua a contare, però…

    I ricercatori hanno affrontato la preoccupazione di lunga data secondo cui gli algoritmi digitali apprendano dalle preferenze espresse in base alle cronologie e dalle informazioni superficiali per soddisfare gli atteggiamenti e i pregiudizi degli utenti stessi. Secondo gli esperti, i risultati del feed sembrano differire solo leggermente in base alle ideologie politiche di base, ma mostrano differenze significative quando le persone iniziano a visitare determinate pagine web.

    C’è un potenziale pericolo?

    Questo studio evidenzia che gli algoritmi di Google possono generare risultati polarizzanti e potenzialmente pericolosi, anche se questi emergono in modo uniforme tra gli utenti con opinioni politiche diverse. Il gruppo di ricerca ha raccolto informazioni attraverso due ondate di un sondaggio che ha valutato i risultati di un’estensione del browser progettata per misurare l’esposizione e il coinvolgimento in relazione a determinati contenuti online durante le elezioni statunitensi del 2018 e del 2020.

    Cosa rivelano gli URL dei risultati di ricerca

    Nell’ambito dell’indagine, 1.021 partecipanti hanno installato un’estensione del browser per Chrome e Firefox che ha registrato gli URL dei risultati di ricerca di Google, la cronologia e una serie di dati relativi ai contenuti visionati dagli utenti. Il sondaggio mirava a distinguere l’orientamento politico dei partecipanti. I risultati hanno mostrato che l’identificazione e l’ideologia politiche non erano correlate all’esposizione e alla qualità delle notizie a cui gli utenti erano esposti.
    Al contrario, è emerso un chiaro legame tra l’identificazione politica e l’interazione con contenuti polarizzanti. Katherine Ognyanova commenta: “I motori di ricerca tendono a mostrare alle persone contenuti inaffidabili, ma il nostro lavoro sottolinea che gli utenti stessi e le scelte compiute nel tempo possono influenzare direttamente la tipologia di link che vengono proposti nel proprio Feed”.