AI, business, sicurezza: il ruolo del CIO nelle decisioni aziendali 

In occasione dell’evento organizzato da GoBeyond, dedicato all’ecosistema IT in Italia, sono stati presentati i risultati dello studio ‘Total Cost of Ownership dell’AI’, realizzato da IKN Italy, in collaborazione con Casaleggio Associati e Nomios.
In uno scenario in continua evoluzione, dove l’Intelligenza artificiale sta ridefinendo i modelli di business e il panorama della cybersecurity aziendale, la figura del CIO assume un ruolo cruciale. Non solo deve facilitare l’adozione dell’AI in azienda, ma deve anche governarla, garantendo che l’innovazione.

Quello che emerge chiaramente dallo studio è che non tutte le aziende, in base alle loro ambizioni, hanno bisogno di un CAIO. Attualmente, infatti, l’adozione dell’AI nelle aziende è guidata nel 50% dei casi dal CIO, nel 32% dal CDO e solo nel 18% dal CAIO.

Costruire un modello operativo solido

Quindi, CIO e CDO possono guidare con successo l’adozione dell’AI, a patto che vi sia un’integrazione efficace delle competenze necessarie.
Ciò che conta è costruire un modello operativo solido, in cui ruoli e responsabilità siano definiti con chiarezza per garantire un utilizzo strategico dell’AI, e che il suo pieno potenziale di innovazione avvenga in modo sicuro, efficace e strategico.

In ogni caso, i progetti AI hanno diversi costi nascosti, che vanno dal Data preparation and governance ai costi infrastrutturali, dalla manutenzione alla formazione fino al legacy. Il technical debt vale il 20-40% dei budget tecnologici, e può rallentare lo sviluppo.
Parallelamente, l’integrazione dell’AI nella cybersecurity è ormai una necessità per contrastare minacce sempre più avanzate.

Adottare un approccio equilibrato tra innovazione e gestione dei rischi

Se da un lato l’AI sta rivoluzionando la sicurezza informatica grazie a sistemi di rilevamento avanzato, machine learning, automazione e analisi predittiva, dall’altro rappresenta anche un’arma nelle mani dei cybercriminali, capaci di sviluppare attacchi sempre più sofisticati.
Il 22% degli intervistati dichiara che non prevede alcuna introduzione dell’AI nella cybersecurity, il 22% la introdurrà entro i prossimi 12 mesi, il 34% utilizza soluzioni AI in modo marginale. Solo il 22% la utilizza in modo esteso.

In ogni caso, per sfruttare appieno il potenziale dell’AI nella cybersecurity, le aziende devono adottare un approccio equilibrato tra innovazione e gestione dei rischi.

Regolamentare per assicurare trasparenza e sicurezza

Inoltre, sebbene l’AI offra numerosi vantaggi in diversi settori, presenta anche rischi significativi, che possono essere mitigati solo attraverso un’efficace governance.
È essenziale adottare soluzioni AI affidabili, che rispettino standard rigorosi e garantiscano un uso responsabile dei dati.

Ogni impresa ha il dovere di strutturare un sistema di governance solido, in grado di regolamentare l’utilizzo delle informazioni personali e di assicurare trasparenza e sicurezza.
Innovazione e responsabilità devono procedere di pari passo: solo un’AI sviluppata e utilizzata in modo etico può trasformarsi in un motore di crescita per il Paese.